Il mito

Il pilastro che
sorregge il cielo.

Djed prende il nome dal più antico simbolo di stabilità che si conosca: il pilastro che l'Egitto rialzava ogni anno perché il mondo restasse in piedi.

Scorra per rialzare il pilastro

Quattromila anni fa

Il djed è la colonna vertebrale di Osiride, il simbolo egizio della stabilità, della durata e dell'ordine che resiste.

Osiride, primo re mitico d'Egitto, viene ucciso dal fratello Seth, che ne fa a pezzi il corpo. Iside lo ricompone pezzo dopo pezzo, e la sua colonna vertebrale diventa il djed: ciò che permette al dio di restare in piedi nell'aldilà. Il pilastro veniva inciso sugli amuleti, infilato tra le bende delle mummie e dipinto sul fondo dei sarcofagi, all'altezza della colonna del defunto.

Il geroglifico djed significa «stabile, duraturo». Dire djed è dire: questo non crollerà. A Menfi, Ptah (il dio che crea con la parola) porta il titolo di «nobile djed»; a Dendera, il pilastro alza le braccia per sorreggere il cielo.

E ogni anno, il primo giorno della stagione della semina, il faraone in persona, aiutato dai sacerdoti, tirava le corde per raddrizzare un grande djed disteso: la vittoria dell'ordine sul caos, messa in scena davanti a tutti. La stabilità non è uno stato. È un gesto che si ripete.

Rialzare il djed

La base.

Tutto comincia con Osiride. Ucciso, fatto a pezzi, ricomposto da Iside: la sua colonna vertebrale diventa il pilastro che lo tiene in piedi nell'aldilà. La base dell'ordine del mondo.

Il fusto.

Il geroglifico djed vuol dire «stabile, duraturo». Veniva inciso sugli amuleti, infilato tra le bende delle mummie, dipinto sul fondo dei sarcofagi.

I quattro capitelli.

I quattro capitelli sorreggono il cielo. A Dendera il pilastro alza perfino le braccia per sostenere il sole nascente. Il djed non sta mai in piedi da solo.

In piedi.

Ogni anno, alla semina, il faraone tira le corde e raddrizza il grande djed disteso. L'ordine vince sul caos, e tutto può ricominciare.

Pilastro dipinto della tomba di Nefertari: Osiride davanti al pilastro djed Il pilastro djed dipinto, tomba di Nefertari Rilievo di Dendera: il pilastro djed a braccia alzate sorregge il loto Rilievo di Abido: Seti I rialza il pilastro djed con Iside

Valle delle Regine: Osiride e il suo pilastro

E che c'entra con il piano turni?

Un simbolo antico, tre promesse molto concrete.

Il piano turni di una clinica è un edificio. Chi resta il sabato? Chi fa le notti di fila? Ferie messe male, uno scambio dimenticato, e tutto vacilla sulle spalle di una sola persona. Abbiamo creato Djed perché l'edificio stia in piedi senza dipendere da chi lo porta. Lo stesso rito, ogni mese, in 7,7 secondi.

La stabilità

Ciò che è fissato non si rompe

Regole vincolanti e chiusure: 0 vincoli rigidi infranti dal motore. La base non si discute.

Il rito

In piedi ogni mese

L'Egitto rialzava il djed una volta all'anno. Lei, con un clic al mese, e il piano torna in piedi, guardie comprese.

L'equilibrio

Quattro capitelli, un carico equo

L'indice di equità misura ciò che porta ciascuno: giorni, fine settimana, guardie, notti. Nessuno sorregge il cielo da solo.

Rimetta in piedi il suo piano turni.

30 minuti con il suo piano reale, in francese o in inglese, e se ne va con un mese che sta in piedi.