Periodo notturno e lavoratore notturno.
Il periodo notturno è un intervallo di almeno 7 ore consecutive che comprende quello tra mezzanotte e le 5 (art. 1 del D.Lgs. 66/2003). Chi è lavoratore notturno lo definiscono gli accordi collettivi; il CCNL Studi professionali rinvia ad accordi di Area o di secondo livello (art. 93). In mancanza di un accordo che lo definisca, è lavoratore notturno chi svolge almeno 3 ore di lavoro notturno per almeno 80 giorni lavorativi all'anno, in proporzione per il part-time (art. 1).
In clinica la differenza conta: un veterinario che copre una notte al mese fa lavoro notturno senza essere lavoratore notturno; uno che copre le notti della settimana in modo fisso è probabilmente lavoratore notturno, con tutele proprie.
I limiti e le maggiorazioni.
- Durata: l'orario del lavoratore notturno non può superare le 8 ore in media nelle 24 ore (art. 13 del D.Lgs. 66/2003).
- Maggiorazione: nell'articolo sul lavoro straordinario, il CCNL prevede il 30 % per le ore prestate dalle 22 alle 6 e il 50 % per lo straordinario notturno festivo (art. 95).
- Lavoro notturno ordinario: definizione, durata, maggiorazione e riduzioni d'orario sono rinviate ad accordi di Area o di secondo livello (art. 93): verifichi quello che si applica alla sua struttura.
- Divieti: niente lavoro dalle 22 alle 6 per le donne dall'accertamento della gravidanza fino a un anno di età del bambino, né per i minori (art. 93); altre persone non sono tenute al lavoro notturno, per esempio la madre di un figlio sotto i tre anni o, in alternativa, il padre convivente.
- Riposo: 11 ore di riposo ogni 24 ore (art. 7 del D.Lgs. 66/2003), anche dopo una notte.
Cosa cambia nel piano turni.
- Distribuire le notti in modo che nessuno diventi lavoratore notturno senza averlo deciso, oppure assumerlo e applicarne i limiti.
- Dopo ogni notte, un riposo vero il giorno dopo: chi esce alle 8 non rientra quel pomeriggio.
- Verificare chi non è tenuto al lavoro notturno prima di inserirlo nella rotazione.
- Contare le notti di ciascuno nel tempo, perché maggiorazioni e stanchezza si accumulano.
Come funziona con Djed.
Djed distribuisce le guardie notturne con una memoria di dodici mesi e un indice di equità per persona: le notti non ricadono sempre sulle stesse persone. Il riposo dopo una notte è una regola per giorni che lei imposta («1 giorno di riposo dopo una guardia notturna») e il motore non la infrange; le 11 ore, che si contano in ore, non le verifica. Djed non calcola le maggiorazioni e non decide chi è lavoratore notturno: restano al suo consulente del lavoro. Per la distribuzione equa delle notti, legga come misurare l'equità delle guardie notturne.
Fonti e data di verifica.
- D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, artt. 1, 7 e 13.
- CCNL per i dipendenti degli studi e delle attività professionali, ipotesi di rinnovo del 16 febbraio 2024, artt. 93 e 95.
Testi riletti il 5 ottobre 2026. Questa guida non è una consulenza legale: per il suo caso, si rivolga al suo consulente del lavoro.
Dove continuare.
- I limiti di orario e i riposi: orario, riposi e straordinari in clinica veterinaria, la guida di riferimento di questa serie.
- La reperibilità, che di norma non è orario di lavoro: la reperibilità in clinica veterinaria.
- Le settimane lunghe, se concentra l'orario: l'orario multiperiodale fino a 48 ore.
- Registrare le ore notturne: la rilevazione delle presenze.
Domande frequenti.
Chi è lavoratore notturno?
Il CCNL Studi professionali rinvia ad accordi di Area o di secondo livello (art. 93). In mancanza di un accordo che lo definisca, è lavoratore notturno chi svolge almeno 3 ore di lavoro notturno per almeno 80 giorni lavorativi all'anno, in proporzione per il part-time (art. 1 del D.Lgs. 66/2003).
Quanto si paga il lavoro di notte?
Il CCNL Studi professionali prevede il 30 % per le ore prestate dalle 22 alle 6 nell'articolo sul lavoro straordinario (art. 95); per il lavoro notturno ordinario rinvia ad accordi di Area o di secondo livello (art. 93).